Introduzione
Nel salotto di casa mia, un’opera murale ha abitato lo spazio dal 2015: una composizione che univa la danza delle figure alla forma simbolica dei trigrammi del Yìjīng, il Libro dei Mutamenti. Oggi quella installazione cede il passo a una nuova creazione, ma non senza lasciare una traccia di significato, memoria e bellezza.
L’opera che se ne va
L’installazione realizzata dall’artista Delfina è stata inserita sul muro del mio salotto nell’anno 2015 ed è rimasta come punto di riferimento visivo ed emotivo. Le danzatrici che danzano la celebre Sagra di Primavera di Igor Stravinskij — un richiamo al film di Wim Wenders sulla vita di Pina Bausch — sono raffigurate non secondo un disegno figurativo tradizionale, ma mediante i caratteri dei trigrammi del Yìjīng detto Libro dei Mutamenti 易經: un linguaggio simbolico che fonde movimento, rito, meditazione, trasformazione.

Ho scelto di rinviare alla saggezza degli otto trigrammi perché, come ricorda la tradizione, «gli 8 trigrammi … descrivono il movimento, lo spazio, il tempo e ciò che trascende queste dimensioni».
Così, quell’opera ha accompagnato i momenti di convivialità e i silenzi del mio salotto, trasformando la parete in un “luogo” vibrante di simboli e vissuto, testimone della mia interiorità.
L’artista
Delfina De Pietro ha saputo dare forma a un dialogo tra danza e simbolo, tra memoria della scena e riflessione filosofica. Il suo intervento — unico e personale — ha incarnato la mia intenzione di collegare uno spazio domestico, intimo e interiore (“casa” come “anima”) alle forme dell’arte contemporanea e alle tradizioni antiche. È significativo che proprio lei sarà l’artista incaricata di realizzare la nuova installazione: un segno di continuità, fiducia e rinnovamento.
Vorrei ringraziarla qui e dare rilievo a questa collaborazione che rende la casa non solo abitabile, ma abitata dall’arte.
La nuova installazione in arrivo
Sebbene il muro stia per cambiare abito, la suggestione rimane: la nuova opera sarà realizzata da Delfina, e presto sarà svelata. Per ora lascio solo un accenno: come «fedele al Libro dei Mutamenti 易經 cambio la visione», così anche lo sguardo che abita lo spazio domestico acquista una nuova direzione. Una nuova visione, un nuovo racconto, ma lo stesso desiderio: che l’arte abiti la casa e sia coprotagonista della trasmutazione all’interno dell’indissolubile connubio abitante-abitazione.
Conclusione
Ogni opera abita un tempo, e quando quel tempo giunge al termine non è un addio: è un passaggio. Ringrazio l’installazione che ci ha accompagnato, ringrazio Delfina per il suo gesto creativo, e benvenuta alla nuova opera che verrà.
“Quest’opera ha abitato con me, ha accompagnato conversazioni, silenzi, luci del giorno. Ora lascia spazio a una nuova immagine, ma non se ne va del tutto: resta nel ritmo delle cose che cambiano, nel gesto e nell’anima di chi crea e di chi guarda.”
