Due grandi tradizioni numerologiche antiche a confronto: il Libro dei Cambiamenti (Yi Jing) cinese e il Libro della Creazione (Sepher Yetzirah) ebraico.

Due grandi tradizioni numerologiche antiche a confronto: il Libro dei Cambiamenti (Yi Jing) cinese e il Libro della Creazione (Sepher Yetzirah) ebraico.

(adattamento e traduzione da: “The case and the canon in Chinese and Jewish numerological traditions” di Fabio Petrella tratto da “The Case and the Canon, Anomalies, discontinuities, metaphors between science and literature” di A.Calanchi et al., ACUME 2/ Vol.7, V&R Unipress, 2011)

 

Due grandi tradizioni numerologiche antiche, che sono sopravvissute per millenni attraverso trasmissione orale e scritta della loro conoscenza, sono legate alla cultura ebraica e cinese. In particolare informazione fondamentale su di esse può essere tratta da due testi: il Libro dei Cambiamenti (Yi Jing) e il Libro della Creazione (Sepher Yetzirah).

Uno studio comparativo di questi due testi mostra interessanti analogie nell’approccio strutturale e ideologico delle tradizioni cinese ed ebraica.

Inoltre, secondo autorevoli ricercatori di sinologia e storia della religione, come Evgueni Tortchinov, possono essere chiaramente individuati alcuni aspetti comuni alle due tradizioni.

Possiamo riassumerli nei seguenti punti:

  1. Da entrambi i testi possono essere desunti concetti di carattere sia cosmologico sia cosmogonico
  2. L’origine del cosmo è spiegata da una struttura numerologica basata su una attribuzione archetipica ai numeri (‘funzione trascendente’)
  3. La struttura numerologica consiste in differenti linee di classificazione
  4. Ogni linea è composta da codice numerico che ha una corrispondenza analogica con un elemento naturale, una direzione spaziale, una stagione, una qualità etica, un colore, un pianeta, un organo principale del corpo
  5. Uno degli aspetti di questo tipo di classificazione è quello di stabilire criteri di omomorfismo fra microcosmo e macrocosmo
  6. Il significato dei numeri trascendenti, che marcano ciascuna linea classificatoria, è connesso con un origine fonetica
  7. L’origine fonetica implica che un differente ‘suono’, con un ‘valore energetico’ (qi in cinese, ruach in ebraico), possa essere attribuito a ciascun codice numerico.
  8. Secondo i punti sopra elencati, ogni processo cosmogonico e cosmologico può essere considerato sia linguistico sia matematico per sua stessa natura

 

Per spiegare come i sistemi delle due tradizioni siano simili, uno dei migliori esempi è il Quadrato Magico 3×3 da 1 a 9 (Figura 1).

Fig. 1

Fig. 1

Nella tradizione kabalistica questo quadrato ha una corrispondenza col pianeta Saturno (Swaney nella History of Magic Squares); anche il Quadrato Magico cinese Lo Shu (Figura 2), che è generato dalla stessa disposizione spaziale dei primi nove numeri secondo la cosiddetta sequenza del Re Wen, attribuisce il numero 5 al pianeta Saturno.

Due grandi tradizioni numerologiche antiche a confronto

fig. 2

Il numero 5 in questo Quadrato Magico si trova in posizione ‘pivot’ centrale e viene sempre considerato nella somma delle righe, colonne e diagonali per ottenere il numero 15.

Questa disposizione numerica possono essere spazialmente orientati, cosicchè le loro attribuzioni analogiche possono passare da una situazione particolare, con specifiche coordinate spazio-temporali, ad uno schema universale e viceversa.

Pertanto sia il sistema ebraico sia quello cinese lavorano come ponti fra macrocosmo e microcosmo, rispecchiando l’interdipendenza fra accadimenti e le condizioni soggettive (psichiche) dell’osservatore.

Questa peculiare interdipendenza è il fattore chiave per dimostrare la connessione fra la legge di casualità (metodo scientifico) e il principio di sincronicità.

Poiché questi sistemi sono basati su contenuti archetipici, alcuni casi possono essere aggiunti alle loro linee secondo la legge dell’analogia.

Il primo esempio scelto è un’applicazione della numerologia ebraica L’albero della Vita (libro della creazione, Sepher Yetzirah).

In tabella 1le corrispondenze tradizionali tra il sistema planetario e i primi 10 codici numerici dei Sephirot (figura 3).

Due grandi tradizioni numerologiche antiche a confronto

Fig.3

 

Due grandi tradizioni numerologiche antiche a confronto

Tab.1

 

La tabella 2  è lo schema riveduto delle corrispondenze planetarie dopo la scoperta dei pianeti trans-saturniani, dove i significati analogici sono attentamente considerati al fine di adattare i nuovi ingressi nello schema kabalistico.

Due grandi tradizioni numerologiche antiche a confronto

Tab.2

Il secondo esempio in Figura 4 riguarda l’applicazione della numerologia cinese al sistema di lettura degli Yi Jing.

Non è qui necessario spiegare la teoria completa della costruzione dei 64 esagrammi; basta mostrare come ogni divinazione sia costituita da 2 esagrammi, uno per dedurre la situazione presente, l’altro per indicare il “futuro”, cioè un potenziale cambiamento.

Due grandi tradizioni numerologiche antiche a confronto

Fig.4

In questo sistema il Caso è rappresentato dall’uso di un’apparente casualità dipendente dal lancio di moneta o fiori (principio di sincronicità) che ci da la prima serie di informazioni, compresa nell’esagramma numero 1. Il canone è l’applicazione della Legge del Cambiamento basata su una forma numerologica che ci conduce alle seconda serie di informazioni fornite dall’esagramma numero 2.

Così, entrambi gli esagrammi sono necessari per ottenere un messaggio completo e risolvere il nostro problema nei migliori dei modi possibili: per primo, ci confrontiamo con l’analisi del “particolare” o “indizio”, per secondo otteniamo indicazioni per poterlo includere in uno schema universale.

 

BIBLIOGRAFIA

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Granet, Marcel, “Libro II: le idee direttrici, I numeri”, Il Pensiero cinese (Milano: Adelphi, 1995), pp.128-155

Horus, A guide to Qabalistic Astrology (New York: Samuel Weiser, 1977), pp.17-21

Kaplan, Aryeh, Sefer Yetzirah (boston: Red Wheel/Weiser Books, 1997), pp.19-24

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